Appartamenti ad uso turistico, Confartigianato chiede una regolamentazione chiara

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31/03/2023

Nelle città a forte vocazione turistica è sempre più difficile trovare una casa in affitto e, se nel caso, a prezzi sempre più alti, tutti fattori che favoriscono lo spopolamento dei centri storici. 
Anche alla Spezia il turismo è cresciuto molto i questi anni. Grazie all’efficacia della promozione, grazie alla bellezza del suo territorio, grazie al fatto che molti tour operator l’hanno individuata quale ‘hub’ naturale, come luogo dove soggiornare per visitare le principali mete turistiche di prossimità. 
E i tanti turisti che scelgono la nostra città hanno convinto i proprietari delle abitazioni a rivolgersi al mercato degli affitti brevi che rendono molto di più rispetto ad una locazione tradizionale, anche se agevolata. Alla Spezia sono oltre 8.000 gli appartamenti ad uso turistico - AAUT - che hanno portato ad una drastica riduzione degli immobili per residenti, e come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Venezia, anche nella nostra città il mercato immobiliare degli affitti brevi ha superato ogni limite fisiologico, creando un vero e proprio problema sociale che necessita di una regolamentazione chiara.
Il fenomeno è talmente cresciuto da rappresentare una distorsione del mercato ricettivo, oltre che una concorrenza sleale nei confronti di chi gestisce in maniera professionale una attività alberghiera ed extra alberghiera. Per questi motivi, Giuseppe Menchelli, direttore di Confartigianato e Roberto Cozzani, presidente del Consorzio ‘Welcome to La Spezia’ nel rappresentare la preoccupazione delle oltre 600 imprese aderenti al sistema turistico di Confartigianato, chiedono che la legge emanata per Venezia e che dà alla città lagunare la possibilità di porre un tetto agli affitti brevi, possa essere estesa anche a tutti i Comuni che abbiano le stesse caratteristiche e che ad oggi non hanno strumenti per poter regolare la diffusione incontrollata delle locazioni brevi. 
Chiediamo una legge che consenta alle città ad alta densità turistica di poter limitare ad un massimo di 120 giorni gli affitti brevi, e di porre dei limiti alle autorizzazioni, in modo da consentire di rientrare dagli investimenti fatti ma, al tempo stesso, di salvaguardare le locazioni residenziali. 
Nostro intento non è certo impedire la condivisione di appartamenti che spesso offrono un servizio di qualità alternativo alle strutture alberghiere, ma regolare l’attività di chi opera nel settore, soprattutto coloro che operano con decine di appartamenti con finalità puramente speculative.