Le piccole e medie imprese del comune rivierasco lamentano importanti aumenti nelle imposte locali proprio in questo anno particolarmente difficile per la morsa della crisi economica. La Confartigianato di Levanto che è presente sul territorio da oltre 40 anni e rappresenta un numero rilevante di imprese interviene nel dibattito sugli aumenti. «Sinora non eravamo intervenuti pubblicamente – spiega il presidente zonale di Confartigianato, Valerio Bertamino – perché auspicavamo che le diverse associazioni si esprimessero in un'unica voce dopo aver incontrato l'Amministrazione comunale ma viste le fughe in avanti vogliamo dire la nostra». La Confartigianato esprime preoccupazione per gli aumenti della TARSU, tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi e della COSAP, il canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche che a seconda delle tipologie di esercizio aumenta quest'anno di circa il 20% e va ad assommarsi agli aumenti degli ultimi anni. «La nostra critica – prosegue Bertamino - è innanzitutto sul metodo, possiamo ragionare sugli aumenti e valutare i problemi di bilancio del comune di Levanto ma dobbiamo essere ascoltati ed essere informati preventivamente». «La Confartigianato – prosegue il responsabile dell'Ufficio di Levanto, Michele Goller - ha chiesto da tempo un incontro per discutere e rivendicare un ruolo delle associazioni che non sia di sola comunicazione istituzionale delle decisioni già prese ma sia un tavolo di discussione che preveda la possibilità di studiare insieme all'Amministrazione dei correttivi. Noi rappresentiamo imprenditori del territorio che vivono, lavorano ed amano Levanto». Al momento la Confartigianato non ha aderito a iniziative di protesta e raccolte di firme valutando necessario un passaggio istituzionale con il Comune di Levanto e con le altre Associazioni. «E' necessario discutere – concludono Bertamino e Goller - incontrare le imprese che rappresentiamo per valutare il provvedimento nel merito e i possibili correttivi prima di decidere qualsiasi forma di protesta che può solo irrigidire il clima e aumentare le incomprensioni tra imprese e amministrazione».



