Incrementare la produttivà con il lavoro flessibile

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28/10/2015
Incrementare la produttività favorendo la conciliazione dei tempi vita-lavoro: è l’obiettivo dello smart-working, ovvero il lavoro agile su cui il Governo ha presentato un Disegno di Legge collegato alla Legge di Stabilità 2016.
Lo smart-worker è un lavoratore dipendente che esegue la prestazione fuori dai locali aziendali, anche per un solo giorno a settimana, utilizzando strumenti tecnologici per lavorare in remoto (pc, smartphone, tablet) senza postazione fissa in ufficio.

La norma punta a regolamentare retribuzione, orari, controlli e privacy, sicurezza ed infortuni sul lavoro lasciando poi spazio alla contrattazione decentrata per ulteriori accordi.

Sarà necessario un accordo scritto con l’impresa, tale da fissare le modalità di utilizzo dei devices tecnologici, le fasce orarie di riposo ed i controlli del datore di lavoro.
La retribuzione non potrà essere inferiore a quella dei colleghi che lavorano in ufficio e l’INAIL coprirà regolarmente gli infortuni sul lavoro, sia fuori dall’ufficio sia sull’eventuale percorso casa-lavoro.

Nell’attesa di conoscere nel dettaglio il contenuto dei nove articoli, che devono essere discussi in Parlamento insieme alla Legge di Stabilità 2016, i dati dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano indicano che una grande azienda su due ha già adottato politiche di lavoro agile, mentre fra le PMI il fenomeno è poco diffuso: solo il 5% delle imprese di piccola e media dimensione ha avviato progetti strutturati, con un altro 9% che prevede logiche di flessibilità e di autonomia.


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