Donne Impresa: Italia al top in UE ma il welfare non aiuta le mamme lavoratrici

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20/11/2017
Le donne italiane sono le più intraprendenti d’Europa, ma il nostro Paese è agli ultimi posti nell’UE a 28 per l’occupazione delle donne con figli e le condizioni per conciliare lavoro e famiglia: lo rileva l’Osservatorio sull’imprenditoria femminile realizzato da Confartigianato e presentato alla Convention di Donne Impresa Confartigianato che si svolge a Roma.

L’Italia conta 1.661.000 donne che svolgono attività indipendenti, un primato in Europa visto che, tra imprenditrici e lavoratrici autonome, il Regno Unito si ferma a quota 1.641.300 e la Germania ne registra 1.469.000. A trainare il lavoro indipendente femminile sono le 181.482 titolari di imprese individuali artigiane il cui numero è aumentato del 2,5% negli ultimi 10 anni.

Ma le imprenditrici devono fare i conti con un welfare che non aiuta le donne italiane a conciliare il lavoro con la cura della famiglia: l'Osservatorio di Confartigianato mette in luce che la spesa pubblica è fortemente sbilanciata sul fronte delle pensioni e della spesa sanitaria per anziani che ammonta a 270,3 miliardi di euro. Invece, per le famiglie e i giovani la spesa pubblica italiana si ferma a 25,2 miliardi, pari al 3% della spesa totale della PA (rispetto al 3,7% della media Ue) e all’1,5% del Pil (rispetto all’1,7% della media Ue). Percentuali che collocano l’Italia rispettivamente al 18° posto e al 15° posto tra i 28 Paesi europei.

“Il nostro welfare pubblico – sottolinea Antonella Simone, responsabile della categoria Donne Impresa Confartigianato La Spezia – non aiuta le donne a coniugare il lavoro e la cura della famiglia: è sempre più necessario un nuovo welfare ispirato alla sussidiarietà”. 

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