Amianto, contributi per la rimozione

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13/10/2025

Con il termine amianto (o asbesto) ci si riferisce ad un insieme di minerali conosciuti da moltissimi anni per le loro proprietà ignifughe e isolanti. La resistenza al calore di tale materiale e la sua struttura fibrosa ne avevano reso comune l'uso, soprattutto in edilizia. Tuttavia, è stato utilizzato anche sui mezzi di trasporto, all’interno di cicli industriali con alte temperature e in ambito domestico. La sua ormai accertata nocività per la salute ha portato a vietarne l'uso in molti paesi. Se respirate, infatti, le polveri contenenti fibre d'amianto possono causare gravi patologie, l'asbestosi per importanti esposizioni, tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico, e il carcinoma polmonare. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non sia pericolosa: un'esposizione prolungata nel tempo o a elevate quantità aumenta significativamente le probabilità di contrarne le patologie associate.
 
Il primo paese al mondo a usare cautele contro la natura cancerogena dell'amianto fu il Regno Unito nel 1930, a seguito di pionieristici studi medici che dimostrarono il rapporto diretto tra utilizzo di amianto e tumori. Nel 1943 la Germania fu il primo paese a riconoscere il cancro al polmone e il mesotelioma come conseguenza dell'inalazione di amianto e a prevedere un risarcimento per i lavoratori colpiti. Il primo Stato a bandire l'amianto fu l'Islanda nel 1983 e attualmente 67 paesi nel mondo hanno bandito l'amianto, la maggior parte dei quali con economie ad alto reddito. In Italia la produzione, la lavorazione e la vendita dell'amianto sono fuori legge dal 1992. 
 
La presenza di manufatti contenenti amianto non costituisce di per sé rischio per la salute dei cittadini e/o per la tutela ambientale. Non esiste obbligo normativo di rimozione; la legge prescrive solo la corretta conservazione e la manutenzione di tali manufatti, finalizzata al mantenimento della loro integrità. Il rischio dipende infatti dalla probabilità di una dispersione di fibre di amianto in aria e/o nel suolo.
 
Regione Liguria ha stabilito la procedura per la mappatura delle zone interessate da presenza di amianto attraverso la scheda di autonotifica, compilata dal tecnico abilitato al ruolo di Responsabile per la gestione del problema amianto in strutture, edifici ed impianti [clicca qui].

Tutti gli anni, INAIL, pubblica un bando con contributi a fondo perduto fino al 70% per vari interventi tra cui anche la rimozione dell'amianto. Se hai una copertura in cemento-amianto chiama i nostri uffici per approfondire tutti gli aspetti legati al bando INAIL ed alla possibilità di ottenere il contributo.
 
In allegato il rapporto 2025 di INAIL sulle malattie asbesto correlate.

Ufficio Sicurezza
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