Studio di Unioncamere sull'evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi cinque anni

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03/01/2019
Il settore dell’artigianato, come mostra la fotografia scattata da Unioncamere ed InfoCamere sull’evoluzione dei mestieri artigiani negli ultimi cinque anni, conta oggi oltre 1,3 milioni di imprese: quasi 100mila aziende sono cessate tra il 2013 e il 2018 ma alcuni “mestieri” crescono, raggiungendo anche numeri consistenti.
E’ il caso dei servizi di pulizia, utilizzati soprattutto per uffici ed aree commerciali, aumentati di quasi 5.700 unità, dei tatuatori (+4.315), dei giardinieri (+3.554), delle agenzie di disbrigo pratiche (+1.809) e dei parrucchieri ed estetisti (+1.758). Muratori e “padroncini” diminuiscono invece rispettivamente di quasi 24mila ed oltre 13mila unità.

In termini percentuali, ad aumentare di più sono i servizi di pulizia (+45%), le imprese artigiane di giardinieri (+27%) o quelle che si occupano della riparazione e manutenzione dei macchinari (+16%). A due cifre anche la crescita delle attività di confezione di vestiti da sposa o da cerimonia e le sartorie su misura (+11%). Tassisti, panettieri e parrucchieri/estetisti registrano incrementi meno elevati, compresi tra il +3,1 ed il +1,4%.

Negli ultimi cinque anni, le maggiori sofferenze nel mondo artigiano hanno riguardato invece le imprese di costruzione, quelle di trasporto e le attività di falegnameria (-20%). Le lavanderie si riducono del 17%, i piastrellisti del 15%, gli imbianchini del 14%, i fabbri del 13%. Anche le attività che realizzano lavori di meccanica generale, come la tornitura o fresatura, lasciano sul campo l’11% delle imprese.

"Le imprese artigiane, peculiarità del tessuto produttivo italiano - dice Paolo Figoli, Presidente di Confartigianato - si rinnovano, si rivolgono a nuovi settori, a scapito di quelli più tradizionali. I giovani imprenditori aumentano soprattutto tra i tatuatori, nel giardinaggio, nelle imprese di pulizie ed in quelle di design di moda od industriale. Cresce anche la ristorazione mobile o street-food. Le donne, invece, si focalizzano nei servizi per il benessere fisico, come i personal trainer, le lavanderie, le parrucchiere e le estetiste".
 
"Gli stranieri - continua Figoli - aumentano nelle attività di confezionamento di abbigliamento, tra i calzolai e le agenzie di disbrigo pratiche".
 
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