Anche quest'anno la musica non cambia e l'Assessore all'Ambiente Laura Ruoco ha comunicato un aumento del 3,5% della Tia (Tariffa di igiene ambientale).
La Confartigianato non ci sta e dichiara inammissibile l'aumento che ogni anno colpisce le imprese cittadine.
«Come ogni anno – commentano i dirigenti di Confartigianato, ad un giorno dall'approvazione comunale veniamo chiamati dall'Amministrazione per sentire che la tariffa è aumentata. Ogni anno non c'è discussione, non ci sono proiezioni sulle imprese e non c'è possibilità di ragionare correttivi sui coefficienti». Così le imprese apprendono dalla stampa l'aumento che in questi ultimi anni ha raggiunto il 20% e devono continuare a fare i conti con aumenti tariffari per un servizio inefficiente e ben poco concordato con le imprese.
Ogni anno il Comune tira in ballo la partecipata Acam, le difficoltà della finanza pubblica, i tagli del Governo, ma intanto decide ulteriori balzelli alle imprese in un momento di difficoltà economica.
Fare buona politica non significa soltanto occuparsi di ragioneria e spalmare i costi su imprese e cittadini ma significa tagliare, efficientare il servizio, trovare nuove soluzioni. Secondo l'Associazione di via Fontevivo le motivazioni addotte a giustificare tali aumenti: recupero dei costi sostenuti per la raccolta differenziata porta a porta, e recupero dei crediti accumulati non sono più accettabili. Il recupero virtuoso operato dai cittadini attraverso la raccolta differenziata deve iniziare a diventare una risorsa economica per il gestore e non può continuare ad essere considerato un costo.
Molte categorie economiche da noi rappresentate come per esempio i carrozzieri hanno in più occasioni chiesto di essere ascoltati per predisporre un servizio adeguato ma al momento nulla è cambiato nonostante i numerosi solleciti inviati dalla nostra associazione.



