Documento di R.ETE. Imprese Italia della Spezia sul DPCM del 25.10.2020

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28/10/2020

R.ETE. Imprese Italia, che rappresenta unitariamente le Associazioni della piccola e media impresa Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti esprime preoccupazione per la situazione sanitaria italiana in continuo aggravamento a causa della diffusione del virus Covid-19. La rincorsa ai mezzi di contenimento proposti dal Comitato Tecnico Scientifico e adottati dal Governo e dalle Regioni, in ordine sparso e a volte contraddittorio, disorientano le imprese, che nei mesi scorsi hanno adottato, sopportandone i costi, le misure di contenimento dei contagi previste dai protocolli per la sicurezza, dopo aver dovuto chiudere completamente la loro attività per lunghe settimane.

Ora, con il DPCM del 25 ottobre 2020, vengono di nuovo poste limitazioni all’esercizio di attività per le categorie d’impresa dei servizi di ristorazione, (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), centri benessere, palestre, piscine, sale gioco, bingo, sale da ballo, discoteche, ecc.

Le Associazioni facenti parte di R.ETE. Imprese Italia, anche alla luce delle proteste spontanee e della crescente rabbia delle categorie più colpite dalle chiusure, chiede con forza un ripensamento su alcune misure oltre ad interventi immediati a sostegno delle categorie. Pretendiamo di sapere se queste misure siano di reale utilità. Chiediamo di essere consultati nell’adozione dei provvedimenti che interessano le imprese ed oggi, al Prefetto della Spezia, abbiamo rappresentato le esigenze del vasto mondo delle nostre attività interessate dalle nuove limitazioni e dei settori, che pur non interessati dalla chiusura, ne stanno subendo le pesanti conseguenze: dal commercio, al settore dell’accoglienza e al trasporto persone.

L’incontro è stato utile per ribadire la richiesta di mitigazioni possibili per i danni che tali attività subiscono. Queste imprese devono essere indennizzate in misura commisurata al danno e gli interventi di sostegno devono essere erogati con immediatezza. La bozza del Decreto Ristori nel complesso è un primo passo nella giusta direzione ma ancora non sufficiente. Le imprese vanno infatti adeguatamente e tempestivamente indennizzate dei danni subiti ma anche tutelate nella loro dignità, che non si concretizza solo con un ‘ristoro di cittadinanza’, ma consentendo loro di lavorare in sicurezza. Non devono esserci dispersione di risorse verso chi non ha subito danni e devono essere destinate rigorosamente ed esclusivamente al sostegno dello sviluppo e della ripresa. Le Associazioni di categoria chiedono inoltre che lo Stato e la Pubblica Amministrazione facciano la loro parte nell’evitare che l’utilizzo indiscriminato dello smart working non crei ulteriori difficoltà, come ci sta venendo segnalato da molte imprese.

Le Associazioni facenti parte di R.ETE. Imprese Italia della Spezia, nel ringraziare il Prefetto per l’attenzione dimostrata, assicurano un costante e fattivo dialogo istituzionale al fine di prevenire ogni strumentalizzazione della legittima protesta degli operatori.

Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, La Spezia 28 ottobre 2020