La manovra Monti, condivisibile su tanti aspetti, rischia di produrre danni irreparabili ad un settore giù abbondantemente colpito dalla crisi generale ed in particolare nella nostra zona, dalle ricorrenti esondazioni del fiume Magra. Un pò di demagogia e un pò di mancata conoscenza del settore hanno prodotto norme che dovrebbero in teoria colpire i cosiddetti "ricchi", in pratica colpiranno le tante imprese del settore della nautica di produzione e di servizio, i loro lavoratori e tutto l'indotto che è già in maniera massiccia sta usufruendo della cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Non bastavano i rischi legati al maltempo, ora si aggiungono tutta una serie di tasse e normative sempre più restrittive che avranno l'effetto che i diportisti lascieranno le nostre coste verso quelle più allettanti della Corsica o della Costa Azzurra. O la manovra fa parte di un pacchetto condiviso fra più paesi, compresa la Spagna e gli altri paesi che si affacciano sul mediterraneo, - sottolinea il direttore della Confartigianato Giuseppe Menchelli - o genererà semplicemente un "si salvi chi può" che impoverirà non solo le casse delle imprese che vivono del settore della nautica , ma anche le casse dello Stato, arricchendo chi in maniera strumentale cavalcherà politiche diverse. Le tante imprese della filiera della nautica operanti nel settore si sono incontrate presso la Confartigianato. I presenti, in rappresentanza dei settori delle costruzioni e vendita imbarcazioni, rimessaggi, allestimento e riparazione imbarcazioni, agenzie di intermediazione, scuole nautiche e servizi in genere, parteciperanno con una propria delegazione al sit in organizzato a Roma per chiedere l'abolizione o la sostanziale riformulazione delle norme che penalizzano così pesantemenete un settore economico strategico per il nostro paese: dalla rivisitazione della tassa di stazionamento alla esenzione dei mezzi da lavoro.



