La bocciatura del Consiglio di Stato suona come musica per le orecchie di Confartigianato che proprio sulla richiesta di semplificare gli adempimenti economici e burocratici del decreto ha ingaggiato una lunga battaglia con il Ministero dell’Ambiente. Quella delle norme sull’uso dei gas fluorurati a effetto serra è infatti una vicenda che si trascina da molti anni e riguarda migliaia di aziende che utilizzano questo tipo di gas: dagli impiantisti agli autoriparatori. Ma anche tutte quelle attività che operano su apparecchiature di uso domestico e industriale contenenti i cosiddetti F-gas: pompe di calore, gruppi frigoriferi, condizionatori d’aria, lavatrici industriali, climatizzatori in abitazioni e su auto.
Ora Confartigianato riparte all’attacco per chiedere al Ministero dell’Ambiente una adeguata semplificazione del Decreto che, una volta corretto, dovrà tornare al vaglio del Consiglio di Stato per il sì definitivo ed il successivo via libera finale da parte del Governo. “Le semplificazioni sono sempre accolte con favore - commenta il presidente della categoria dei termoidraulici di Confartigianato, Emanuele Capriulo - ma quello che purtroppo riteniamo carente è l’adeguata informazione degli utenti: queste attività di installazione devono essere eseguite da aziende certificate, che hanno investito per operare correttamente secondo le regole e a tutela dell’ambiente. Affidarsi a soggetti non certificati o al fai da te è pesantemente sanzionato”.



