Il provvedimento serve a superare un caos che si è prodotto nell'ultimo decennio, nel silenzio delle norme, scatenando battaglie continue fra imprese e Comuni sull'entità del conto Tari (prima Tarsu e Tia): tutto nasce dal fatto che oltre ai rifiuti speciali, gestiti autonomamente dalle aziende pagando il servizio agli operatori del ramo, esiste l'ampia categoria dei "rifiuti speciali non pericolosi", che i regolamenti locali possono assimilare ai rifiuti urbani applicando la Tari per lo smaltimento.
Il Codice Ambiente, riscritto nel 2006, aveva demandato la materia ad un Decreto attuativo, che non è mai arrivato; è dovuto intervenire il Tar del Lazio, diffidando il Ministero. Nel frattempo, della materia si sono dovuti occupare a lungo anche i giudici tributari, perché senza il Decreto i Comuni sono andati a mano libera sulla tassazione, e le imprese hanno lamentato spesso di dover pagare la Tari anche sui rifiuti smaltiti autonomamente.
Anche i Sindaci, dal canto loro, hanno ottenuto più di una vittoria, fino alla Cassazione che anche nei giorni scorsi (sentenza 22130 del 22 Settembre) ha stabilito la possibilità di tassare i magazzini. Su questo scenario arriva ora il Decreto, che ferma la Tari fuori dalla porta dei magazzini e delle attività commerciali medio-grandi: negozi di abbigliamento, autosaloni e librerie con più di 400 metri quadrati di superficie di vendita, supermercati che superano gli 800 metri, edicole, farmacie e tabaccai di oltre 250, e via elencando, secondo limiti diversi per ogni categoria censita dal provvedimento. In tutti questi casi si potranno tassare solo i rifiuti prodotti da mense, uffici e locali di servizio, all'interno di un'altra griglia di limiti indicati dal provvedimento.
L'incognita principale è rappresentata dalle ricadute sugli altri utenti, a partire da negozi e famiglie. La Tari, infatti, deve coprire integralmente i costi del servizio e se l'ambito di applicazione più ristretto non si accompagnerà ad una rimodulazione dei costi da finanziare, quel che non viene pagato da un contribuente si scaricherà su tutti gli altri.



