Rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 della Fondazione Symbola, di Unioncamere e della Fondazione Edison

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12/07/2017
C'è un'Italia appassionata e apprezzata nel mondo, che produce ricchezza puntando su qualità ed innovazione, un’Italia di cui essere orgogliosi di cui spesso, però non c’è piena consapevolezza: il rapporto I.T.A.L.I.A. 2017 – Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e dalla Fondazione Edison nasce per raccontare questa parte del Paese.
Un rapporto che è arrivato alla sua terza edizione ed ha il patrocinio dei ministeri degli Affari Esteri, dello Sviluppo Economico, delle Politiche Agricole, dei Beni Culturali e del Turismo, dell'Ambiente e che ci porta in viaggio tra i tanti talenti e le eccellenze italiani.  

Nel triennio 2014-2016 le nostre esportazioni sono cresciute di 26,7 miliardi di euro, seconda migliore performance in valore assoluto tra i 4 maggiori paesi dell’Eurozona dopo la Germania, facendo guadagnare nel 2016, alla nostra bilancia commerciale un nuovo surplus record con l’estero: 51 miliardi di euro.
Da record anche il surplus commerciale manifatturiero, quello dell’Italia è infatti il quinto al mondo - con 90,5 miliardi di euro al 2016 - dietro alla Cina, alla Germania, alla Corea del Sud e al Giappone.
Performance sostenute da migliaia di imprese medio-grandi, medie e piccole che competono sui mercati globali grazie alle capacità di essere flessibili, attive in tanti campi diversi e di operare con modalità quasi ‘sartoriali’.

I fattori vincenti del made in Italy si confermano essere la creatività, l’innovazione, il design, la diversificazione e la propensione a realizzare beni quasi “tailor made” per i clienti, anche in settori hi-tech come la meccanica o i mezzi di trasporto. Anche per questo l’Italia esprime 844 prodotti da record per saldo commerciale attivo con l’estero. Un risultato di tutto riguardo, raggiunto grazie a una scelta decisa sulla qualità.