02/02/2017
Più bed and breakfast, consulenti aziendali, giardinieri, parrucchieri e tatuatori; meno imprese edili e manifatturiere: queste alcune delle novità che emergono dai dati del Registro delle Imprese per il 2016. La fotografia delle iscrizioni e cessazioni, realizzata da Unioncamere e da InfoCamere, è stata diffusa in occasione dell’Assemblea dei presidenti delle Camere di Commercio: il 2016 si è chiuso, a livello nazionale, con 41mila imprese in più rispetto al 2015 ed una crescita dello 0,7%.
Grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a fine dicembre arriva a contare 6.073.763 aziende registrate; di queste una su 10 è guidata da giovani di meno di 35 anni. E proprio agli under 35 si deve il bilancio positivo del 2016: 64mila le imprese giovanili in più, in crescita del 10,2% rispetto al 2015.
Grazie a questo saldo attivo, il sistema imprenditoriale a fine dicembre arriva a contare 6.073.763 aziende registrate; di queste una su 10 è guidata da giovani di meno di 35 anni. E proprio agli under 35 si deve il bilancio positivo del 2016: 64mila le imprese giovanili in più, in crescita del 10,2% rispetto al 2015.
"In un panorama nazionale complessivamente ancora preoccupante - commenta il presidente di Confartigianato, Paolo Figoli - il contributo dei giovani under 35 è diventato fondamentale".
Quasi il 60% delle 41mila imprese registrate in più nel 2016 opera in soli 3 settori: il turismo, il commercio e i servizi alle imprese. Il più dinamico in termini di crescita imprenditoriale è il comparto della vacanza, in cui si contano 8.829 bar e ristoranti in più rispetto al 2015 (+2,35%) e 2.732 attività di alloggio aggiuntive (+5,3%), con una crescita esponenziale degli affittacamere, bed and breakfast, case ed appartamenti per vacanza: +15,92% la loro variazione, pari a 2.512 imprese in più.
A fronte di questi bilanci positivi nei settori dei servizi, quelli più tradizionali continuano a segnalare un restringimento della platea delle imprese: per le costruzioni, il 2016 si è chiuso con una riduzione complessiva di 4.733 attività (-0,7% su base annua), ma, approfondendo l’analisi dei dati, si rileva come il processo di selezione in questo settore abbia riguardato essenzialmente le micro-imprese edili, che nel 2016 hanno perso 8.400 unità. Nella manifattura, il bilancio di fine anno evidenzia una riduzione complessiva di 3.338 imprese, una performance che tocca tutto i comparti con la sola eccezione delle industrie alimentari e delle bevande (+696) e, soprattutto, delle imprese di riparazione, manutenzione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1.148 unità). La metà di questo piccolo “bottino” fa riferimento alle imprese operanti nella riparazione e manutenzione di macchinari (+560 unità, pari al +3,61%) e a quelle di riparazione e manutenzione di navi e imbarcazioni (+128 imprese, pari al 5,38% in più rispetto al 2015).
In crescita il tessuto imprenditoriale del Nord-Ovest (+6.255): bilancio attivo per la Liguria (+0,17%).
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