E’ certamente non semplice raggiungere un equilibrio tra le esigenze di un territorio fragile come quello delle Cinque Terre e gli interessi delle tante imprese che vivono di turismo, oggi sicuramente la prima industria in termini di volumi e di occupati della nostra provincia. Il turismo ha conosciuto negli anni una crescita costante e oggi è il settore che sta in qualche modo “proteggendo” la nostra Provincia dagli effetti più deleteri della crisi. Ci sono malumori e sono comprensibili, perché il territorio e le strutture hanno difficoltà a reggere la massa di persone che arriva nelle Cinque Terre, attratte da una efficace promozione che le ha proiettate a livello mondiale nella Top Ten delle destinazioni europee del 2013. Ma detto ciò, non si può certo dire che il turismo delle navi da crociera sfrutti il territorio senza lasciare alcun beneficio all'economia locale, anzi, sottolineano nel corso di una conferenza stampa promossa da Confartigianato con l’Associazione Guide Turistiche della provincia, presenti il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli, Patrizia Lombardo presidente dell’Associazione guide turistiche della Spezia, Karen Nilson della cooperativa di guide turistiche Arte e Natura e Andrea Bordigoni, responsabile guide per gli scali in Liguria di Aloschi Bros. I pacchetti che vengono venduti ai turisti a bordo sono proposti da tour operator specializzati italiani, che vincono gare di appalto con le compagnie di navigazione per fornire questo servizio. Questi tour operator (che si chiamino Aloschi Bros, Cambiaso&Risso, Trumpy o Westmed) si rivolgono ad accompagnatori turistici abilitati e a guide locali abilitate, che esercitano con regolare partita IVA. In un tour di una giornata intera delle Cinque Terre i croceristi utilizzano mezzi locali, hanno tempo libero per l'aperitivo, il pranzo e per lo shopping, oltre a degustazioni di vino ed prodotti locali inclusa nel pacchetto. “Con la degustazione si sostiene direttamente la produzione vinicola delle Cinque Terre, senza dimenticare i produttori di pesto, acciughe e di tutti gli altri prodotti che anche il Parco promuove come veicolo di conoscenza oltre che di sostegno all’agricoltura locale.” Ricorda Patrizia Lombardo, dell’associazione guide turistiche della provincia della Spezia. Per non parlare poi degli introiti diretti per il Parco quando la Via dell’Amore era aperta, il conto di quanto il Parco potrebbe guadagnare e ha guadagnato negli anni si fa presto. E’ vero, a volte sembra che i gruppi attraversino i paesi solo per andare a imbarcarsi, ma questo spesso dipende dal fatto di essere costretti a passare il tempo a fare la fila per il bagno nei pochissimi bar che possono metterlo a disposizione, basti pensare che a Manarola e Vernazza, inseriti tra i borghi più belli d’Italia, ci siano solo due bagni pubblici. Quanto ai treni, il fatto che straripino di gente in certi orari, dipende più dall'inadeguatezza del nostra sistema ferroviario nel far fronte ad un turismo sempre in ascesa che si trova ad affrontare non solo i disagi dei treni sovraffollati e mal tenuti, ma trasformandosi in facili prede per le bande di borseggiatori che agiscono indisturbate. “Alle guide e agli accompagnatori non fa certo piacere trovarsi a fare da capro espiatorio: nessuno mai ci chiama per ragionare su come gestire meglio questi flussi ma quando le situazioni si fanno critiche è colpa nostra. Del territorio conosciamo perfettamente la fragilità e la ricchezza, ma anche i suoi limiti. Se si vuol fare un turismo di qualità bisogna offrire servizi di qualità. Ai turisti più esigenti che ci chiedono alberghi a cinque stelle siamo costretti a dire che in provincia non ne esistono e che gli unici quattro stelle delle Cinque Terre sono a Monterosso.” Commenta Karen Nilson della cooperativa di guide turistiche Arte e Natura. “Se il comparto turistico regge nella nostra provincia è anche merito dei croceristi; definirle orde è fuori luogo: le orde barbariche distruggevano, i croceristi hanno invece aiutato a ricostruire la nostra economia. Le guide locali dopo il tragico 25 ottobre 2011 hanno promosso raccolte fondi in favore dei paesi alluvionati e hanno chiesto ai croceristi di sostenere tutte le iniziative possibili e l'economia locale. La disinformazione arreca più danno al territorio e ai professionisti del settore che le “orde” dei croceristi.” Sottolinea Andrea Bordigoni, guida turistica e responsabile guide per gli scali in Liguria di Aloschi Bros.



