• Monika Cocozza – V.le Italia, 689 – La Spezia
  • Pasticceria Armani - P.zza Concordia, 8 – La Spezia
  • Gelateria Nina – V.le Italia, 617 – La Spezia
  • Bar Caffetteria Butterfly – V.le Italia, 440 – La Spezia
  • Il forno di Geramano di Renzetti e c. - Piazza Vittorio Emanuele, 5 -Varese Ligure (Sp)
  • Pasticceria Perla di Ameglio Fulvio, p.zza Staglieno 33 Levanto.
  • Gelateria Riccardo - Via Manzoni, 26 -La Spezia
  • Piper 2.0 Chic Cafè – P.zza Concordia, 5 - La Spezia
  • Pasticceria F.lli Montebello - Via Canaletto ,19 - Castelnuovo Magra (Sp)
  • Le Firme In - P.zza Concordia, 57 – La Spezia
  • Carrozzeria Esteticar - Via del Canaletto, 239 - La Spezia

Magazzini esclusi dalla TARI

27 Settembre 2017
Niente assimilazione, e quindi niente tariffa, per i rifiuti che si creano nelle aree di produzione e nei magazzini delle aziende, oppure nelle attività commerciali mediograndi: il confine, rigido, arriva dall'ultima versione del Decreto con cui il Ministero dell'Ambiente deve attuare le regole sulla Tari per gli operatori economici, testo a cui ora manca solo la firma del Ministro.

Il provvedimento serve a superare un caos che si è prodotto nell'ultimo decennio, nel silenzio delle norme, scatenando battaglie continue fra imprese e Comuni sull'entità del conto Tari (prima Tarsu e Tia): tutto nasce dal fatto che oltre ai rifiuti speciali, gestiti autonomamente dalle aziende pagando il servizio agli operatori del ramo, esiste l'ampia categoria dei "rifiuti speciali non pericolosi", che i regolamenti locali possono assimilare ai rifiuti urbani applicando la Tari per lo smaltimento.

Il Codice Ambiente, riscritto nel 2006, aveva demandato la materia ad un Decreto attuativo, che non è mai arrivato;  è dovuto intervenire il Tar del Lazio, diffidando il Ministero. Nel frattempo, della materia si sono dovuti occupare a lungo anche i giudici tributari, perché senza il Decreto i Comuni sono andati a mano libera sulla tassazione, e le imprese hanno lamentato spesso di dover pagare la Tari anche sui rifiuti smaltiti autonomamente.

Anche i Sindaci, dal canto loro, hanno ottenuto più di una vittoria, fino alla Cassazione che anche nei giorni scorsi (sentenza 22130 del 22 Settembre) ha stabilito la possibilità di tassare i magazzini. Su questo scenario arriva ora il Decreto, che ferma la Tari fuori dalla porta dei magazzini e delle attività commerciali medio-grandi: negozi di abbigliamento, autosaloni e librerie con più di 400 metri quadrati di superficie di vendita, supermercati che superano gli 800 metri, edicole, farmacie e tabaccai di oltre 250, e via elencando, secondo limiti diversi per ogni categoria censita dal provvedimento. In tutti questi casi si potranno tassare solo i rifiuti prodotti da mense, uffici e locali di servizio, all'interno di un'altra griglia di limiti indicati dal provvedimento.

L'incognita principale è rappresentata dalle ricadute sugli altri utenti, a partire da negozi e famiglie. La Tari, infatti, deve coprire integralmente i costi del servizio e se l'ambito di applicazione più ristretto non si accompagnerà ad una rimodulazione dei costi da finanziare, quel che non viene pagato da un contribuente si scaricherà su tutti gli altri.

 

Formazione
Organizziamo corsi di formazione in diverse aree tematiche
ENERGIA
Pensi che la tua bolletta sia troppo cara?
Online
La formazione quando vuoi!
TG@web
Vai al canale YOUTUBE di Confartigianato