• Enoteca di Via dei Mille .- La Spezia
  • Gelateria Concordia – V.le Italia, 699 – La Spezia
  • Gelateria Riccardo - Via Manzoni, 26 -La Spezia
  • Pasticceria Rossi - Via Vittorio Veneto, 223 - La Spezia
  • Pasticceria Armani - P.zza Concordia, 8 – La Spezia
  • Pasticceria Perla di Ameglio Fulvio, p.zza Staglieno 33 Levanto.
  • Ristorante Il Timone - Via degli ulivi ,29 - Portovenere (Sp)
  • Pannucio Tende
  • Fratelli Baldini - Via del Prione, 250 - La Spezia
  • Piper 2.0 Chic Cafè – P.zza Concordia, 5 - La Spezia
  • Pane e tulipani - Via Del Prione, 274 - La Spezia
  • Pasticceria F.lli Montebello - Via Canaletto ,19 - Castelnuovo Magra (Sp)
  • Calzolaio Carlo Panegos – Via Malaspina, 35 – La Spezia

APERTURE DOMENICALI - Menchelli (Confartigianato): “Giusto un accordo sulle festività principali, per il resto serve un serio approfondimento”.

12 Settembre 2018

Nei giorni scorsi il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato che bisogna ricominciare a disciplinare aperture e le chiusure dei negozi. Domani, giovedì 13 settembre, prenderà il via in commissione Attività produttive alla Camera, l’esame dei disegni di legge sulla chiusura domenicale.

«Serve un accordo nazionale sulle festività principali – sostiene Giuseppe Menchelli, direttore della Confartigianato spezzina - su questo è giusto intervenire in accordo con le associazioni e i sindacati. Per il resto ritengo sia necessario un approfondimento ed una attenta analisi visti gli equilibri economici che si sono determinali nel corso di questi anni di crisi. C'è poi la questione turismo, molte città che si sono votate a questo importante asset economico hanno bisogno di certo di maggiori libertà nelle aperture e chiusure».

Secondo un’analisi realizzata dall’Ufficio studi della CGIA e riferita al 2016, sono 4,7 milioni gli italiani che lavorano di domenica. Tra questi 4,7 milioni, 3,4 sono lavoratori dipendenti e gli altri 1,3 sono autonomi (artigiani, commercianti, esercenti, ambulanti, agricoltori, etc.). Se 1 lavoratore dipendente su 5 è impiegato alla domenica, i lavoratori autonomi, invece, registrano una frequenza maggiore: quasi 1 su 4. Il settore dove la presenza al lavoro di domenica è più elevata è quello degli alberghi/ristoranti: i 688.300 lavoratori dipendenti coinvolti incidono sul totale degli occupati dipendenti del settore per il 68,3 per cento. Seguono il commercio (579.000 occupati pari al 29,6 per cento del totale), la Pubblica amministrazione (329.100 dipendenti pari al 25,9 per cento del totale), la sanità (686.300 pari al 23 per cento del totale) e i trasporti (215.600 pari al 22,7 per cento).

In Liguria i dipendenti che lavorano la domenica sono circa 99.000 in provincia della Spezia oltre 38.000. Come si rileva anche dal territorio spezzino, la maggiore disponibilità di alcuni territori a lavorare nei weekend si riconduce al fatto che buona parte del Paese ha un’elevata vocazione turistica che coinvolge le località montane e quelle balneari, le grandi città, ma anche i piccoli borghi. Nel nostro caso in primis le Cinque Terre, Porto Venere, Lerici, la Riviera, ecc. Quando le attività turistico-ricettive sono aperte anche la domenica, i settori economici collegati, come l’agroalimentare, la ristorazione, i trasporti pubblici e privati, i servizi alla persona, le attività manutentive, etc., sono incentivate a fare altrettanto.

Negli ultimi anni come attesta lo studio della CGIA il trend degli occupati di domenica è aumentato costantemente sia tra i dipendenti che tra gli autonomi. Nel settore commerciale, grazie alla liberalizzazione degli orari introdotta dal Governo Monti, una risposta alla crisi è stata quella di aumentare i giorni di apertura dei negozi. Con la grande distribuzione e gli outlet che durante tutto l’anno faticano a chiudere solo il giorno di Natale e quello di Pasqua, anche le piccolissime attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, sono state costrette a tenere aperto anche nei giorni festivi per non perdere una parte di clientela.

Rispetto agli altri paesi europei, comunque, l’Italia si posiziona negli ultimi posti della classifica tra chi lavora di domenica. Se nel 2015, in riferimento ai lavoratori dipendenti, la media dei 28 paesi Ue era del 23,2 per cento – con punte del 33,9 per cento in Danimarca, del 33,4 per cento in Slovacchia e del 33,2 per cento nei Paesi Bassi – da noi la percentuale era del 19,5 per cento.

Ricordiamo, infine, l’elenco delle principali professioni che da sempre lavorano anche la domenica. Esso è costituito da: medici, infermieri, farmacisti, commessi, negozianti, addetti al soccorso stradale, benzinai, bagnini, giornalisti, operatori radio-Tv, fotografi, operai su impianti a ciclo continuo, addetti ai musei/cinema/teatri/mostre e spettacoli vari, guide turistiche, tipografi, grafici, ferrovieri, tramvieri, casellanti, autisti, taxisti, piloti- assistenti e controllori di volo, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigilantes, vigili urbani, vigili del fuoco, atleti professionisti, baristi, pasticceri, panificatori, gastronomi, fioristi, commessi, edicolanti, cuochi, camerieri, ristoratori, albergatori, tabaccai, ambulanti, allevatori di bestiame, pescatori, marinai, portuali, colf e badanti.

 

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