• L’Artigiano del Cioccolato - Via Nino Bixio, 46 - La Spezia
  • Gelateria Nina – V.le Italia, 617 – La Spezia
  • Pasticceria Rossi - Via Vittorio Veneto, 223 - La Spezia
  • Pasticceria Perla di Ameglio Fulvio, p.zza Staglieno 33 Levanto.
  • incontro
  • Bar Caffetteria Butterfly – V.le Italia, 440 – La Spezia
  • Piper 2.0 Chic Cafè – P.zza Concordia, 5 - La Spezia
  • Laboratorio Orafo F.lli Mozzachiodi - Viale G. Garibaldi, 25 - La Spezia
  • Calzolaio Carlo Panegos – Via Malaspina, 35 – La Spezia
  • Ristorante Il Timone - Via degli ulivi ,29 - Portovenere (Sp)
  • Idea Donna - Piazza Cesare Battisti, 36 - La Spezia
  • Gelateria Concordia – V.le Italia, 699 – La Spezia
  • Fratelli Baldini - Via del Prione, 250 - La Spezia

ABUSIVISMO – La phantom economy minaccia le piccole imprese. Allarme di Confartigianato

10 Settembre 2018

Quasi 4 milioni di ‘fantasmi’ si aggirano per l’Italia, invisibili per il fisco e per le leggi dello Stato, ma molto pericolosi per gli imprenditori e per tutta la nostra economia. Sono gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle casse dello Stato, alle imprese regolari, ai consumatori.

A denunciare il fenomeno è uno studio di Confartigianato secondo il quale l’economia sommersa è un fenomeno in crescita: in quattro anni il valore aggiunto creato dal lavoro irregolare è aumentato di quasi il 9% e il numero degli operatori abusivi è lievitato del 2,5%.

Una grave minaccia che si annida ovunque e colpisce soprattutto i piccoli imprenditori: secondo Confartigianato, infatti, sono 850.000 le aziende artigiane esposte ai pericoli della concorrenza sleale degli abusivi.

I settori più a rischio sono quelli delle costruzioni, dei servizi alla persona, dei trasporti e della ristorazione.

Abusivismo significa anche contraffazione. E Confartigianato mostra che il mercato dei falsi produce un danno di quasi 9 miliardi di euro per l’economia del nostro Paese. A risentirne maggiormente sono le imprese della moda e delle dei prodotti farmaceutici.

Le attività abusive e il sommerso non risparmiano nessuna regione d’Italia, ma nel Mezzogiorno il problema è decisamente più grave: la classifica territoriale vede infatti, Calabria, Campania e Sicilia nelle prime tre posizioni per il tasso più alto di lavoro irregolare, che supera la quota del 20 per cento del totale regionale.

 

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