• Calzolaio Carlo Panegos – Via Malaspina, 35 – La Spezia
  • Gelateria Nina – V.le Italia, 617 – La Spezia
  • Gelateria Riccardo - Via Manzoni, 26 -La Spezia
  • Laboratorio Orafo F.lli Mozzachiodi - Viale G. Garibaldi, 25 - La Spezia
  • Pasticceria Gemmi - Via Mazzini - Sarzana (SP)
  • Le Firme In - P.zza Concordia, 57 – La Spezia
  • La Pucceria - Via dei Mille, 103 - La Spezia
  • Pasticceria Rossi - Via Vittorio Veneto, 223 - La Spezia
  • Pasticceria F.lli Montebello - Via Canaletto ,19 - Castelnuovo Magra (Sp)
  • L’Artigiano del Cioccolato - Via Nino Bixio, 46 - La Spezia
  • Monika Cocozza – V.le Italia, 689 – La Spezia
  • Bar Caffetteria Butterfly – V.le Italia, 440 – La Spezia
  • Falagnameria Iannacone - Via greti di Durasca - Follo (Sp)

Incidenti stradali: la principale causa di infortunio per i lavoratori

25 Novembre 2017
I dati diffusi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ultimo “Rapporto globale sulla sicurezza stradale” sono, a dir poco, allarmanti: 1,25 milioni di persone muoiono ogni anno nel mondo a causa degli incidenti stradali, che sono, tra l’altro, la prima causa di morte fra i giovani tra i 15 e i 29 anni. Nel nostro Paese la situazione non è meno preoccupante: secondo l’ultimo Rapporto ISTAT-ACI, nel 2016 si sono verificati circa 176.000 incidenti stradali che hanno provocato 249.000 feriti e 3.283 morti.

Per i lavoratori la strada rappresenta un pericolo quotidiano di assoluta gravità, sia che si tratti di operatori per i quali la strada costituisce il proprio “posto di lavoro” (come autotrasportatori, conducenti di autobus, taxisti, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione stradale, o di altre tipologie che per lavoro utilizzano i mezzi di trasporto) sia che si tratti di lavoratori dei più svariati settori di attività che si mettono in strada per andare o tornare dal lavoro.
Nel 2016, in Italia, sono stati denunciati all’INAIL circa 92.000 infortuni stradali (sia in occasione di lavoro che in itinere) su un totale di circa 641.000 infortuni, con una percentuale pari al 14,4%. Molto più elevata la quota di infortuni stradali mortali che, sempre nel 2016, sono stati 447, pari al 40,5% del totale di 1.104 morti sul lavoro.

In pratica quasi la metà dei morti sul lavoro si verifica sulle nostre strade, in misura prevalente per gli infortuni avvenuti in itinere (243) rispetto a quelli in occasione di lavoro (204). Di questi ultimi, la stragrande maggioranza - ovvero 188 casi (pari al 93% del totale) riguarda gli uomini e solo il 7% (16 casi) le donne; per i decessi in itinere invece la quota femminile è molto più consistente: 50 casi, pari al 21%.

La distribuzione degli incidenti stradali nell’arco della giornata conferma una struttura del fenomeno ormai ampiamente consolidata e strettamente correlata ai tempi di vita e di lavoro delle persone coinvolte, evidenziando come la componente lavorativa abbia un peso non indifferente nella incidentalità stradale: un picco si riscontra, infatti, tra le 8 e le 9 del mattino, fascia oraria nella quale normalmente si effettuano gli spostamenti casa-lavoro o inizia il turno di lavoro; un secondo picco si osserva tra le 12 e le 13, anche in relazione alla mobilità di alcune categorie di lavoratori che usufruiscono dell’orario non continuato.
La punta massima in assoluto si registra tra le 17 e le 18, al termine cioè del turno di lavoro: é una fascia oraria in cui si combinano gli effetti dell’aumento della circolazione stradale per il ritorno dal lavoro, con quelli di altri fattori quali l’accumulo del dispendio di energie e di stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva per il venir meno della luce naturale non ancora pienamente sostituita da quella artificiale.

Nelle ore notturne poi, data la più ridotta mobilità, il numero di incidenti diminuisce nettamente, ma cresce in misura enorme la mortalità, soprattutto tra gli autotrasportatori a causa della stanchezza che può indurre ai fatidici “colpi di sonno”. Quest'ultima causa, secondo le stime della “Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus”, risulta essere la causa di un incidente stradale su cinque; ma se focalizziamo l’attenzione sui soli lavoratori dei Trasporti il rapporto sale ad uno su quattro.

E' evidente – commenta Nicola Carozza, responsabile della categoria Trasporti – che per i lavoratori, gli incidenti stradali rappresentano una vera e propria emergenza nazionale, di cui purtroppo non si parla abbastanza ma che invece richiederebbe un'attenzione continua soprattutto sul piano dell’analisi approfondita delle cause del fenomeno.
Si dovrebbe intervenire con iniziative di prevenzione mirate ed efficaci. Benissimo le azioni di verifica e di costante controllo sullo stato di efficienza dei veicoli ma con sempre al centro il ruolo primario del fattore umano: ritmi di lavoro stressanti, turni eccessivamente prolungati, stanchezza e condizioni psicofisiche non idonee, concorrenza sleale di imprese di autotrasporto straniere disposte ad orari e ritmi di lavoro sempre più pesanti, sono i fattori che vanno contrastati con tutti gli strumenti ed i mezzi disponibili per la salvaguardia della vita umana
”. 

 

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