• Gelateria Concordia – V.le Italia, 699 – La Spezia
  • Gelateria Nina – V.le Italia, 617 – La Spezia
  • Le Firme In - P.zza Concordia, 57 – La Spezia
  • Michelangelo Mancuso - Via Del Prione, 297 - La Spezia
  • Bar Caffetteria Butterfly – V.le Italia, 440 – La Spezia
  • Pasticceria Perla di Ameglio Fulvio, p.zza Staglieno 33 Levanto.
  • Pasticceria Giubea - Via Cigala, 28 - Sarzana
  • Pasticceria Armani - P.zza Concordia, 8 – La Spezia
  • Il forno di Geramano di Renzetti e c. - Piazza Vittorio Emanuele, 5 -Varese Ligure (Sp)
  • Enoteca di Via dei Mille .- La Spezia
  • Falagnameria Iannacone - Via greti di Durasca - Follo (Sp)
  • Pane e tulipani - Via Del Prione, 274 - La Spezia

Figoli: "Manovra conservativa: poche misure per la crescita"

07 Novembre 2017
La Legge di Bilancio 2018 si presenta come “la classica manovra di manutenzione dei conti pubblici che presenta un insieme di misure eterogenee e parcellizzate di tipo temporaneo. Più che avere funzione realmente espansiva, si limita a una funzione conservativa” - così afferma Paolo Figoli, Presidente di Confartigianato - E' apprezzabile, anche se timido, il ritorno alla spending-review con 3,5 miliardi di tagli alla spesa pubblica improduttiva ed è positivo aver disinnescato gli aumenti dell’Iva per il 2018 che avrebbero comportato maggiori imposte per oltre 15 miliardi di euro, ma, ci sono poche misure per la crescita delle imprese“.

In particolare, per la parte fiscale, lo spostamento dell’entrata in vigore dell’IRI al 2018 comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 250mila imprese; negativo anche il giudizio anche sulla mancata deducibilità totale dell’IMU sugli immobili strumentali e la mancata riduzione dell’IRAP per le piccole imprese. Inoltre, per le imprese che adottano il regime di cassa è necessario consentire il riporto delle perdite estendendo alle ditte individuali la disciplina prevista per le società di capitali.

Per l'introduzione dell’obbligo della fatturazione elettronica tra privati è necessario procedere con estrema cautela nell’ambito di un progetto di medio periodo che coinvolga anche le rappresentanze d’impresa: “la pressione fiscale in Italia resta molto alta, nonostante negli ultimi anni se ne sia registrata una riduzione - continua Paolo Figoli - Abbiamo un sistema fiscale profondamente iniquo nella tassazione dei redditi, che ha visto negli ultimi anni un incremento costante degli obblighi di comunicazione a carico delle imprese”. Servono quindi interventi urgenti per “ridurre la pressione fiscale, garantendo, alllo stesso tempo, maggiore equità nel prelievo tra i diversi redditi da lavoro; invertire la tendenza di questi ultimi anni in merito al trasferimento sulle imprese di gran parte degli oneri dei controlli; usare la leva fiscale per aumentare la domanda interna”.

 

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