• Fratelli Baldini - Via del Prione, 250 - La Spezia
  • Gelateria Concordia – V.le Italia, 699 – La Spezia
  • Bar Caffetteria Butterfly – V.le Italia, 440 – La Spezia
  • Carrozzeria Esteticar - Via del Canaletto, 239 - La Spezia
  • Gelateria Lully - Via dei Mille, 100 - La Spezia
  • Falagnameria Iannacone - Via greti di Durasca - Follo (Sp)
  • Michelangelo Mancuso - Via Del Prione, 297 - La Spezia
  • incontro
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  • Monika Cocozza – V.le Italia, 689 – La Spezia
  • Ristorante Il Timone - Via degli ulivi ,29 - Portovenere (Sp)
  • Pasticceria Gemmi - Via Mazzini - Sarzana (SP)

La formazione: solo costi e burocrazia?

10 Novembre 2017
Una delle letture che si possono dare alla recente pubblicazione dell’ISTAT “La formazione nelle imprese in Italia”, nella quale l’istituto di statistica mette a confronto i dati del 2015 con quelli del 2010 e quelli del 2005, è che i progressi in materia di formazione appaiono a molte imprese soprattutto come il frutto di adempimenti formali: dai dati e dalle risposte ai quesiti posti, in pratica sembra non emergere la convinzione che attraverso la creazione di nuove competenze si possa fare fronte alle nuove sfide che pongono l’evoluzione tecnologica e la globalizzazione in primo piano.

Nel 2015, il 60,2% delle imprese attive in Italia con almeno 10 dipendenti ha svolto attività di formazione professionale: sono cinque punti percentuali in più rispetto alla quota del 2010, quando la quota era invece del 55,6 per cento. Nel 2005, il valore era pari al solo 32,2% delle aziende.
ISTAT spiega però che l’andamento positivo è determinato dall’incremento di aziende che hanno realizzato corsi di formazione nell’area ambiente ed in quella della sicurezza sul lavoro, mentre per gli altri corsi la quota di imprese si è ridotta lievemente, dal 33,7 del 2010 al 32,3% del 2015.

Tre imprese su quattro (il 74%) ritengono che la formazione non sia necessaria perché il personale è già qualificato, mentre il 13% considera troppo elevati i costi della formazione professionale: sono soprattutto le piccole imprese tra i 10 ed i 19 dipendenti a ritenere che il personale non abbia bisogno di essere formato (76%), una quota che scende con l'aumento delle dimensioni dell'impresa.

Dai dati dell’ISTAT c’è anche un effetto disincanto: le competenze professionali ritenute di importanza cruciale per le imprese sono molto più quelle di tipo tecnico-operativo (in salita rispetto al 2010), mentre sono scese nelle risposte le competenze relative alle capacità relazionali, al team-working, alla gestione manageriale, al problem-solving, all'informatica professionale, alla conoscenza delle lingue e quelle relative all'informatica di base.

"È un segnale, forse, della volontà di concentrare il proprio tempo su questioni concrete - afferma Giuseppe Menchelli, Direttore di Confartigianato. - Proprio da questo si dovrebbe ripartire, cominciando, magari, a non tagliare le risorse per gli incentivi alla formazione che sono stati finalmente previsti dal Piano Impresa 4.0."

Ufficio Formazione
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